© 2017-2018 Chiara Guagliumi

Prato: Capriccio e Ragione tra le mura medievali

November 10, 2017

 

Prato è la città della produzione tessile per eccellenza. Il Museo del Tessuto è un gioiello, imperdibile per gli appassionati di moda. Situato all’interno di una grande fabbrica ottocentesca chiamata “Cimatoria Campolmi Leopoldo e C.”, di cui è rimasto ancora qualche splendido macchinario storico, nasce nel 1975 grazie alla donazione di un corpus di tessuti dell’Istituto Tecnico Industriale “Tullio Buzzi” ed è oggi un patrimonio internazionale.

 

La luce all’interno del museo è ovattata, questo permette la conservazione di tessuti incredibilmente rari, che passano dal Rinascimento agli anni ’20. I tessuti più nuovi possono invece essere toccati e accarezzati, per avvicinare a questo argomento anche i non addetti ai lavori. La ricerca e l’attività educativa sono infatti due dei maggiori scopi del museo. 

 

La mostra “Il Capriccio e la Ragione”, in esposizione fino al 29 Aprile 2018, mette in risalto l’eleganza del XVII secolo, raccogliendo abiti e manufatti unici, che provengono anche dal Museo della moda e del costume delle Gallerie degli Uffizi, dal Museo Stibbert e dal Museo Studio del Tessuto della Fondazione Ratti di Como. 

Il Capriccio, con i suoi tessuti kitsch ed esotici, ispirati alle Indie ma realizzati in Europa, ci trascina in un tripudio di pizzi, merletti e colori. Si possono osservare i più grandi esempi della produzione tessile settecentesca, camminando tra stoffe bizarre e dentelles, che vengono sempre accostati per stampa o colore con altri elementi, siano essi di moda o di arredo. È la bellezza delle ceramiche, chiamata al tempo oro bianco, a lasciare senza fiato. Con le decorazioni torniamo indietro di qualche secolo, a sorseggiare the nella campagna francese, in compagnia di Bourgeois dalle giacche ricamate. 

Passeggiando verso la fine della sala è la Ragione a prenderci a braccetto, con i suoi abiti di fine Settecento, dove le decorazioni si alleggeriscono seguendo la scia del pensiero razionalista. Marie Antoinette ci porta nell’atmosfera del Petite Trianon con una palette dall’atmosfera neoclassica, fatta di bianco, rosa pallido, celeste e giallo chiaro. 

 

 

 

 

 

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